Opinioni di un clown

opinioni di un clown

Il libro che suggerisco oggi è “Opinioni di un clown” di Henrich Boll, 1963 , Oscar Mondadori.

In questo libro è narrata la storia di Hans Schnier, figlio di una potente famiglia di industriali, ribelle e fragile che – nella Germania degli anni ’60 – non regge a quegl’anni di ricostruzione, di memoria negata, di ipocrisie e di politica. Non resiste ad una società dove un’idealista come lui non potrebbe trovarvi troppo spazio. Ed infatti egli decide di saltare il giro e rinuncia ai privilegi del suo status sociale. E perché lo fa? Per il semplice motivo che “fa fuori” può raccontare con maggiore libertà tutto ciò che vede.

E Schnier è bravo. Oh si che è bravo, straordinariamente bravo nel mettere in luce tutto quello che osserva e che vivono i suoi  connazionali. E’ un clown molto bravo, anche se non fa ridere.

Hans Schinier ha successo, il pubblico lo ama, ne è in delirio, vive il suo successo. Nella sua vita c’è Maria, l’unica donna della sua vita e quando perderà lei, perde tutto. Meglio: rinuncia a tutto, con coerenza, incurante del futuro e del presente ma libero dal suo passato.

Un clown che non fa ridere sembra una contraddizione. In effetti lo è; e il bello e la bravura di Boll sta anche in questo. Un clown che porta in scena la fatica di vivere, la difficoltà a capire i codici del vivere nel mondo, la difficoltà nel vivere un lutto e nell’elaborarlo. Un amore perso e il non capacitarsi di come sia possibile. “Io non potrei nemmeno lavarmi i denti con un’altra” fa dire ad Hans Schinier.

“Opinioni di un clown” non so se possa essere considerato un classico. Di sicuro è un grande libro e forse neanche tanto sconosciuto. Io lo farei leggere, agli adolescenti dai 16 anni in su, ma anche a qualche ventenne inoltrato. Ma credo possa essere valido sempre. Anzi rileggerlo – in certi momenti della propria vita – da sempre la sensazione di essere capiti e accolti. Un libro amato e a volte non compreso. Come capita a tutti i grandi. Se cercate storie potete trovare anche altro. Ma se volete vera letteratura, accomodatevi nei pensieri e negli attimi di Hans il clown.

“Io sono un clown, e faccio collezione di attimi”. 

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