“Borgo propizio” e “Le stelle non stanno a guardare”. Intervista a Loredana Limone

Nel fortunato lavoro di libraio, ho la fortuna di incontrare e conoscere autrici e autori importanti, che sono prima di tutto un arricchimento umano e poi anche professionale.

Tra questi risulta senza ombra di dubbio la bravissima e molto simpatica, Loredana Limone. Autrice partenopea felicemente trapiantata a Milano. Autrice di almeno tredici pubblicazioni, tra le quali spiccano per successo: “Borgo Propizio” e il nuovo “E le stelle non stanno a guardare”. Il primo edito prima con Guanda e poi per TEA; il secondo con Salani. Tutte ottime case editrici.

Al momento ho letto il primo dei due testi e posso assicurare che il libro è davvero terapeutico. Scritto bene, scorrevole, i personaggi sono davvero simpaticissimi, e le storie altrettanto strappano quel sorriso che allevia le giornate quotidiane. “Borgo Propizio” è un romanzo ma ha tutto il sapore delle vere fiabe. Ti rilassa mentre lo leggi, ti trascina via dei problemi che ti assillano, ti fa entrare nel mondo reale descritto dall’autrice, senza pesantezza ma con la giusta ironia ed allegria. Di questi tempi merce rara ma necessaria. E soprattutto è scritto non in modo lento ma incalzante e vibrante.

Un romanzo fresco e gustoso e soprattutto scritto da un’autrice italiana. Bravissima Loredana.

Una vera carezza allo spirito, questo lavoro di Loredana, che ci ricorda nuovamente che i libri servono anche a questo. Sono una terapia, economica, efficace, una valida prevenzione e con effetti collaterali auspicabili.

Mi sento di ringraziare di vero cuore Loredana Limone, sia per quello che scrive, sia per la sua disponibilità. Le ho posto alcune domande, e lei instancabile come sempre, in giro per moltissime presentazioni,  ha trovato gentilmente il tempo per rispondervi.

Vi invito a leggerle e soprattutto a leggere i suoi libri: belli, freschi, mai banali, terapeutici.

Di seguito l’intervista all’autrice:

1)      Buon giorno Loredana, ci racconti brevemente come ti sei scoperta scrittrice e come hai raggiunto la notorietà?

Notorietà è una parola grossa; diciamo che degli affezionati, come te, stanno apprezzando il mondo di Borgo Propizio.

Nata in una famiglia poco romantica e molto pratica, sentendomi alquanto incompresa, a nove anni iniziai a scrivere per esprimermi e composi la prima poesiola, se così posso definirla. Non ho più smesso.

 

2)      Borgo Propizio è definito un libro terapeutico. Ci puoi dire se era così nelle tue intenzioni e cosa ha di veramente terapeutico questo tuo lavoro letterario?

Il borgo, la terapia, l’ha fatta a me. L’ho scritto in un periodo crudele e mi ha aiutata a superarlo accogliendomi tra le sue mura merlate con calore, colore e allegria. Evidentemente ho passato un inconsapevole messaggio, visto che il commento più ricorrente è «l’ho letto con il sorriso sulle labbra».

 

3)      Il successo del tuo primo libro ha portato alla stesura di un secondo “E le stelle non stanno a guardare” che è un sequel del primo. Ci puoi dire come hai pensato il testo?

Io non penso, ascolto. Già, ascolto i personaggi borghigiani che, dopo le prime avventure, vollero raccontarmi altro. E non hanno ancora finito!

(Però vengo da una lunghissima gavetta: Borgo Propizio è l’undicesimo libro pubblicato).

 

4)      Nei tuoi testi cosa cerchi principalmente di trasmettere?

Non ho questa presunzione. Semplicemente esprimo quello che conosco, che vedo, che provo. Ancorché sia tutta fantasia, a Borgo Propizio va in scena la vita.

 

5)      La scrittura è un mestiere difficile e bello. Cosa consigli a chi ha dentro il “demone” dello scrivere?

La stessa cosa che mi suggerì il compianto Pederiali in una per me fortunata corrispondenza epistolare che scambiai con lui qualche anno fa: avere pronto un romanzo inedito sul quale puntare e affidarsi a un serio agente letterario. Mi sconsigliò i racconti, poco amati dagli editori.

 

6)      Sei spesso in giro per tour letterari per presentare i tuoi libri. Questo è un importante riconoscimento da parte di lettori e librai e addetti al settore. Oltre alla stanchezza, immagino porterai con te anche importanti ricordi ed episodi. Ce ne racconti uno in particolare che ti ha colpita? Ci dici anche le tue prossime tappe?

Stanchezza no, a meno che non ci siano quattro tappe in quattro giorni di seguito, o debba prendere sette treni in 48 ore, come è successo. Importante è l’accoglienza, è l’affetto che ricevo (me lo meriterò?), importanti sono i rapporti nati intorno al borgo che proseguono anche al di fuori di esso. In particolare fu sorprendente firmare un sacco di dediche su richiesta di un fan (oggi amico) che, regalando Borgo Propizio, voleva far colpo sulle ragazze.

L’estate è stagione di festival letterari. Prossime mete: Liguria, Lago di Garda, Val Comino. Aggiornamenti in tempo reale sono sulla pagina FB del BORGO PROPIZIO FAN CLUB:

https://www.facebook.com/pages/BORGO-PROPIZIO-Fan-Club/442756059171570?ref_type=bookmark

 

7)      La fatica della promozione di un libro, ci spinge anche ad interrogarci sulla crisi editoriale che viviamo. Tu come vedi e attraversi questa crisi e che prospettive suggerisci per uscirne?

Io attraverso la crisi dimagrendo. Scherzo… ma non troppo! Dedicandomi oggi a tempo pieno alla scrittura, salvo un accomodamento sul modello de “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, dovrei vivere di questo, ed ecco perché ho perso qualche chilo ultimamente!

La mia modesta opinione è che se l’editoria restringesse il ventaglio delle pubblicazioni, forse il pubblico, meno confuso, si (ri)avvicinerebbe ai libri.

 

8)      Ci dici cosa sono per te i libri?

Una vita parallela.

 

9)      Prossimo lavoro letterario al quale stai lavorando?

Quella di Borgo Propizio è una trilogia. Ora sto scrivendo la quarta parte, che in realtà nessuno mi ha richiesto. Ma i personaggi continuano a raccontare…

 

10)   Sei una napoletana trapiantata a Milano e per fare le cose complete hai sposato un milanese. È davvero così difficile questa sana contaminazione?

Be’, va detto che sono una napoletana atipica (ad esempio sono puntuale, non mi piacciono caffè e pomodori), e Milano è una città intelligente e dialogica, accogliente verso chi è propositivo e attivo. Mescolare il sangue fa bene, in termini filiali si conseguono risultati eccellenti. Io, dovessi risposarmi, ancora un meneghino sceglierei. Mi piace il tipo: serio, che fa i fatti.

e le stelle loredana limone

 

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