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Non dirmi che hai paura

Non se ne parla tanto in questa estate. Purtroppo non perché il dramma sia terminato ma perché le attenzioni sono su altre tristi e sanguinose vicende.

Tuttavia non posso non segnalare questo stupendo libro di Cotozzella– attenzionato anche per premi letterari importanti – edito da Feltrinelli, “Non dirmi che hai paura”.

Un libro che è la ricostruzione fedele di una storia vera. Drammaticamente vera, che non può lasciare indifferenti chi la legge. Può essere, anzi deve essere, un’occasione per giudicare di meno certi fenomeni migratori e guardarsi dentro con maggiore attenzione e porsi domande salutari.

Sotto l’ombrellone di questa strana estate non può mancare questo libro.

Ipotesi di futuro

Che l’editoria stia attraversando una fase di forte transizione – e quindi di insicurezza – lo sappiamo tutti ed è sotto gli occhi di tutti. Il trovare le soluzioni per una sana trasformazione, anche dovrebbe essere un vero impegno per … Continua a leggere

Di Papi e di santità…

Volenti o meno, oramai è quasi una settimana che tv e giornali ci stanno tartassando in vista dell’evento odierno. Quale? molti di voi si chiederanno. La canonizzazione, cioè il proclamare santo, di papa Giovanni XXIII e papa Giovanni Paolo II. … Continua a leggere

Il libraio serve

Quante volte non sai quale libro scegliere?

Quante volte non conosci i libri nuovi e di qualità che sono usciti o che stanno uscendo?

Quante volte hai letto un libro buono ma nel momento sbagliato?

Quante volte non hai saputo dosare la giusta quantità di pagine da leggere (eh si, è importante anche questo!)?

Quante volte hai voluto regalare un bel libro ma non ti sei saputo districare tra i tantissimi libri usciti?

Oggi, se vuoi, puoi trovare un libraio a tua disposizione per aiutarti in queste ed altre piccole difficoltà legate alla lettura e ai libri.

Per info: sorrentovirtuosa@gmail.com

Marcela Serrano “Adrata nemica mia”

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Mercela Serrano non ha certo bisogno di presentazioni, soprattutto per il pubblico femminile.

E’ una delle poche autrici di “garanzia”, che attraverso le sue storie non è mai banale e che riscalda il cuore. Nel suo ultimo libro, uscito ad Aprile scorso,”Adorata nemica mia” ed Feltrinelli, la Serrano descrive in 20 storie, signore fragili e inquiete, che vogliono essere un ritratto di donne fatto da un punto di vista preciso: dalla parte delle donne.

Si potrebbe pensare allora che i libri della Serrano siano ad uso esclusivamente femminile, ma in realtà non è così. Anche perché non crediamo che un autore o un’autrice mentre scrive possa precludersi una fetta di lettori. 

Negli anni la Serrano ha sempre difeso e raccontato il mondo a partire dalla prospettiva delle donne. Ed ha sempre raccontato il mondo delle donne senza mai essere ne superficiale ne scontata o banale. Uno dei suoi racconti, è che attraverso di essi si possa capire come il mondo intorno alle donne sia cambiato e per certi versi migliorato. Anche se c’è ancora molto da fare in questo senso.

Da quello che ho potuto capire, ascoltando amiche che hanno letto la Serrano, attraverso di lei, le sue storie molto realistiche, ci si sente capite, accolte, e si riescono a vivere emozioni che se vissute in prima persona (e non attraverso i personaggi delle Serrano) risulterebbero molto forti o difficili da vivere. Insomma la Serrano e i suoi titoli sono delle ottime cure di Biblioterapia per argomenti femminili. A mio parere servirebbero anche agli uomini per cercare di comprendere meglio l’eccellente universo femminile troppo spesso ridotto e ridicolizzato.

Consiglio vivamente dunque la lettura di Marcela Serrano, che potrebbe essere una degna erede di Jane Austen, Elizabeth Gaskell o le sorelle Bronte o George Elliot.

Alessandro Lauro

Generazioni a confronto

generazione decrescente

 

Quando leggi Andrea Bertaglio ti trovi di fronte ad un autentico e sincero esercizio di libertà di pensiero, condito da una giusta carica di positività, che passa inevitabilmente per una sana arrabbiatura. Questo potrebbe essere in estrema sintesi l’ultimo libro di Bertaglio “Generazione Decrescente” ed. L’età dell’Acquario, 2013, in libreria dal 19 settembre.

Va detto sin da subito che l’autore da anni ha fatto una scelta di vita chiara e coerente: ridurre nella propria vita – per quanto possibile – la propria impronta ecologica, senza rinunciare ad una vita sociale  buona e bella e soprattutto sana. Ed è proprio questa ostinata convinzione praticata quotidianamente, tra tante difficoltà, speranze e slanci, che rende  Andrea un portatore sano di notizie buone.

Il libro punta principalmente a questo. Almeno questo è quello che ha suscitato nello scrivente il leggerlo appassionatamente.

La tesi di partenza è una lettura spietatamente vera della realtà quotidiana che non è (la realtà) certamente esaltante. Non lo è soprattutto per la generazione dei trentenni e dei quarantenni, che vivono il dramma della precarietà, del lavoro sottopagato, di una pensione forse inarrivabile, della mancanza di un tetto sicuro, ritmi stressanti e quindi la vera incertezza di un domani.

L’autore fa parte di questa generazione e vivendo sulla propria pelle quanto scrive, dà autorevolezza ai suoi pensieri. La prima parte non risparmia critiche dure a chi ci ha preceduti e ci ha condotti in questa situazione in cui sembra che tutto sia “stato detto, fatto e dato” e dove resta un’amara sensazione di impotenza. Tuttavia non ci si ferma a questo, anzi l’intento di Bertaglio non è questo, bensì capire il perché questa attuale generazione sembra si sia adagiata sulla sua situazione di fallimento perpetuo senza reagire e tentare di indicare una strada che lui vede nella decrescita felice e più ampiamente in ogni stile di vita che sappia recuperare praticità, buon senso, attenzione all’ambiente e giustizia sociale.

L’originalità e la piacevolezza dello scritto non sta nell’analisi fredda della situazione ma appunto nel mettersi in gioco in prima persona; ed ecco il raccontarci il suo ritornare sui suoi passi incontrando il Movimento per la Decrescita Felice, il ricordare gli insegnamenti indiretti di nonno Gep, attraverso la storia dell’”arancia di Natale”, aprendo quindi strade di possibili e reali cambiamenti nella vita di tutti i giorni a partire da subito. A patto di essere realisti e di ritrovare il buon senso; premesse indispensabili per poter percorrere strade “altre”.

Ecco anche perché Andrea ci racconta l’esperienza della decrescita felice ed in particolare del gruppo attivissimo di Torino; l’esperienza dell’Ecovillaggio EVA di Pescomaggiore in Abruzzo; dell’Università del saper fare, prima ed unica in Italia dove si insegna a riprendersi la propria autonomia  reimparando ad usare le mani per auto prodursi quante più cose possibili. Insomma, Bertaglio ci fornisce le prove tangibili da subito che cambiare si può, si deve.

Particolarmente bella ed interessante è l’intervista fatta al papà di Andrea. Due mondi e due generazioni apparentemente diversi e lontani (l’uno sostiene nonostante tutto la tesi della crescita come via d’uscita dalla crisi, mentre l’altro ha idee decrescenti) diversi ma che inconsciamente hanno percorso le stesse strade, differendo forse solo nell’orgoglioso rifiutare all’altro l’onore della vittoria di qualche battaglia.

Il libro di Andrea si sente che è scritto con il cuore, che ciò che scrive è frutto di ciò che ha vissuto e vive. Leggendolo si capisce che è un bisogno inarrestabile dell’autore di dover raccontare ciò che ha dentro, come impegno e dovere civile che lo contraddistingue da tempo. E’ un libro anche giustamente arrabbiato, in alcuni punti. Non potrebbe essere così per chi porta dentro quel senso di giustizia e una carica propositiva supportata dai fatti.

Andrea indica strade, senza la pretesa della verità ma con la sincerità di chi desidera il bene e il buono per se e per tutti.

Anche solo per questo merita di essere letto.

Alessandro Lauro

fonte : decrescitafelice.it