La tristezza degli angeli

Esistono autori che prima ancora sono poeti. Stefànsson è uno di questi. Avevo già scritto di questo splendido autore scandinavo, quando ho trattato del suo romanzo “Luce d’estate. Ed è subito notte” ed Iperborea. Oggi ne riparlo per portare all’attenzione … Continua a leggere

Non dirmi che hai paura

Non se ne parla tanto in questa estate. Purtroppo non perché il dramma sia terminato ma perché le attenzioni sono su altre tristi e sanguinose vicende.

Tuttavia non posso non segnalare questo stupendo libro di Cotozzella– attenzionato anche per premi letterari importanti – edito da Feltrinelli, “Non dirmi che hai paura”.

Un libro che è la ricostruzione fedele di una storia vera. Drammaticamente vera, che non può lasciare indifferenti chi la legge. Può essere, anzi deve essere, un’occasione per giudicare di meno certi fenomeni migratori e guardarsi dentro con maggiore attenzione e porsi domande salutari.

Sotto l’ombrellone di questa strana estate non può mancare questo libro.

L’estate è un tempo ottimo per leggere. Per tutti. In ogni posto

Leggere è sempre un atto libero e tale deve restare. I tempi per leggere anche sono molto personali e tuttavia resta innegabile che l’estate è un tempo privilegiato per poter leggere. Un tempo un pò più libero dai tanti impegni per ogni fascia d’età.

Tempo prezioso quello che abbiamo a nostra disposizione. Per viverlo in pieno serve anche una buona lettura. In ogni posto.

 

E’ STATO LA MAFIA

19 luglio 1992 – 19 luglio 2014. Ventidue anni in cui è cambiato tanto in Italia ma sempre troppo poco per la ricerca di certe verità necessarie. Sono anni bui quelli del 1992-1993, anni che hanno condizionato il ventennio successivo … Continua a leggere

“Borgo propizio” e “Le stelle non stanno a guardare”. Intervista a Loredana Limone

Nel fortunato lavoro di libraio, ho la fortuna di incontrare e conoscere autrici e autori importanti, che sono prima di tutto un arricchimento umano e poi anche professionale. Tra questi risulta senza ombra di dubbio la bravissima e molto simpatica, … Continua a leggere

Due giorni al “borgo”

Esistono libri belli che portano con se iniziative belle. E’ il caso dei libri di Loredana Limone – autrice napoletana trapiantata al nord – che ha sfornato diversi libri, i cui più famosi sono “Borgo Propizio” e “Le stelle non … Continua a leggere

Quando i libri diventano vita

L’atto di leggere è una cosa seria. Non seriosa, ma seria. C’è una sostanziale differenza e anche importante. Alla lettura ci si educa, non in modo noioso ma fascinoso. Senza imposizioni ma mostrandone il fascino, la bellezza e i vantaggi.

I bambini andrebbero sempre di più educati in tal senso, e i governi seri dovrebbero investire in tal senso, formando nuove e preparate figure professionali. Ma in mancanza di questo, non mancano persone che lo fanno per passione e anche per mestiere.

Quando si legge un libro avviene una magia unica, molto più grande di quella che avviene vedendo un film o ascoltando musica. Si apre la potenza della propria immaginazione e il cervello crea. E quando il cervello crea immagini, idee, concetti è nella sua casa e produce benessere interiore. Ovviamente il presupposto è leggere libri adatti e buoni.

Nelle mie attività di biblioterapia letteraria mi propongo di fare anche questo. Far conoscere nuovi testi, nuove pagine, nuove situazioni e mettere le persone di poter immaginare al momento, oppure nei giorni successivi – se magari acquisteranno il libro citato – scenari nuovi, concedersi momenti per se stessi, per staccarsi dal mondo, godersi un pò di sano relax e conoscere nuovi mondi che appartengono solo a lui/lei.

Potenza dei libri, come qui…

Ipotesi di futuro

Che l’editoria stia attraversando una fase di forte transizione – e quindi di insicurezza – lo sappiamo tutti ed è sotto gli occhi di tutti. Il trovare le soluzioni per una sana trasformazione, anche dovrebbe essere un vero impegno per … Continua a leggere

Posti magici

Chi fa il mestiere di libraio, lo sa. Le librerie possono essere posti magici, unici.

Lo sono principalmente per i libri che contengono. Quindi indipendentemente dai librai che vi sono dentro. E questo è un vantaggio, perchè spesso si incontrano pessimi librai che dovrebbero gestire ottimi libri. Quando poi si crea quel mescolamento fantastico che sarebbero fantastici libri e librai appassionati del loro mestiere, allora possiamo dire di poter entrare in luoghi davvero magici.

Le librerie, oggi più di ieri, sono dei presidi culturali importantissimi. Possono essere posti unici e magici dove nascono nuove idee, circolano nuovi saperi, si innescano nuovi incontri.

Posti magici, un pò come questo…

 

 

Effetti positivi della Biblioterapia

E’ inutile negarlo. La società che viviamo, nonostante sia zeppa di social network, è altrettanto intasata di solitudini. Un paradosso forse, oppure una reazione “normale” dovuta alla socializzazione virtuale. Saranno i sociologi a dircelo e spiegarcelo e magari leggere anche ottimi libri a riguardo. Credo che Bauman abbia anche già scritto qualcosa a proposito.

Non volendo fare nessuna demonizzazione dei mezzi di comunicazione e dei social – del resto ne sto usando uno proprio adesso – va detto che l’aspetto umano e la relazione faccia a faccia resta sempre l’obiettivo primario irrinunciabile. L’amicizia non può essere solo virtuale, e gli incontri non possono essere solo online.

Uno dei mezzi oggi che abbiamo a disposizione per ritrovare una sana socialità e una sana e costruttiva forma di socializzazione a costi molto contenuti, sono i libri.

E’ vero, come sostiene Bloom nel suo “Come leggere un libro. E perchè” che la lettura resta un piacere solitario, ma la condivisione di una lettura, o la condivisione di un percorso fatto con pezzi di romanzo, poesie o saggi può essere una validissima occasione per lasciare il virtuale e la solitudine della propria stanza, per incontrare altre persone.

Nella mia esperienza di Biblioterapia letteraria, questo è uno degli aspetti più belli. Si incontrano persone della stessa città, magari dello stesso quartiere che però tra loro non si conoscevano.

Possono nascere delle amicizie, un arricchimento maggiore, a volte anche degli amori. Ma soprattutto si cresce umanamente. Si esce dalla solitudine, si aprono diastasi di speranza. Certe paure vengono relativizzate, ci si sente meno soli. Nonostante l’era dei social